Archeologia
L'archeologia nella provincia di Oristano
Venire nella provincia di Oristano significa immergersi in una terra antica, ricca di segni lasciati da una lunga storia, pervasa di avvenimenti, dominazioni e delle influenze più varie. L’attento viaggiatore avverte subito la specificità dell’ambiente e della natura aspra del territorio, cui fa da contraltare la ricchezza e la varietà dei monumenti,che abbracciano un arco di tempo molto ampio: dal preistorico al punico - romano,al paleocristiano, al romanico, fino al gotico - spagnolo.
I monumenti della storia più antica dell’isola dominano il paesaggio, in genere fuori dei centri abitati, ma non solo...
La civiltà nuragica si sviluppò nel II millennio a. C. e perdurò per oltre 1500 anni. I nuraghi sono costruzioni tronco-coniche megalitiche. Il più importante è il nuraghe Losa di Abbasanta distante circa 35 chilometri. Si segnala dello stesso periodo il pozzo sacro per il culto delle acque di Santa Cristina di Paulilatino a 25 km.All'estremità meridionale della citata penisola del Sinis la città fenicia di Tharros, porto naturale riparato dai venti, consentiva l'approdo delle navi con qualsiasi condizione di tempo. A 3 chilometri a sud di Oristano, la basilica romanico-pisana di Santa Giusta, eretta nel 1135-1145, testimonianza della passata importanza dell'omonimo centro.
A Massama, si trova una singolare chiesetta, chiamata "Oratorio delle Anime". La chiesa è di epoca preromanica, ma non segue i canoni delle chiese bizantine, infatti la pianta non è a pianta centrale, bensì a forma di croce ansata, come l'ankh egiziano. La facciata romanica,risale all'inizio del XIII secolo, ma contiene ancora dei piccoli pennacchi sferici che appartengono alla più antica costruzione; l'abside a ferro di cavallo, il soffitto a travi e la cupola sono segni di influenze visigotiche dell' VIII secolo, il periodo immediatamente successivo al governo bizantino sull'isola.













